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Se ha la psoriasi, sappi che oggi ,attraverso la carbossiterapia puoi eliminare "le placche psorisiache", migliorando  così, sia la sintomatologia, che l' aspetto esteriore. Per info  prenota subito il tuo primo consulto gratuito!

Cos’è la Psoriasi ?

 La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica, che viene definita come eritemato-desquamativa della cute, caratterizzata dalla presenza di lesioni cutanee, denominate  “placche psoriasiche”, cioè chiazze eritematose, ispessite e ricoperte da squame bianco-argentate. La diagnosi viene effettuata attraverso  l’ identificazione delle lesioni cutanee, che si localizzano in aree ben determinate: gomiti, ginocchia, regione sacrale, palmare e plantare e cuoio capelluto, anche se tutta la superficie cutanea del corpo può essere interessata. Quindi la diagnosi si basa sull'aspetto clinico e sulla distribuzione delle lesioni cutanee, raramente, è necessario eseguire un esame istologico (biopsia) per escludere altre dermatosi.  Le lesioni  compaiono gradualmente e sono caratterizzate da un decorso cronico-recidivante: periodi di remissione, in cui la sintomatologia si attenua o scompare del tutto, vanno ad alternarsi  ad altri, in cui la sintomatologia diventa più severa.

  La prevalenza della psoriasi nella popolazione generale italiana è di circa il 3% con prevalenza nel sesso maschile. In Italia ne soffrono circa 1.800.000 persone,  Il 10% con forme severe con un’incidenza che va da 16 e 22 anni e  da 57 e 60 anni. La presenza di queste placche psorisiache su parti esposte del corpo rappresenta un problema medico, ma  anche estetico di grande rilevanza sociale e difficile gestione. 

  A cosa è dovuta la psoriasi?

La psoriasi è dovuta a un ricambio troppo veloce delle cellule della pelle (anomala crescita della pelle). L’intero processo in una persona sana avviene in tre-quattro settimane, mentre nelle persone con psoriasi è molto più rapido (dai 3 ai 7 giorni). Di conseguenza quando le cellule che non sono completamente mature,  raggiungono la superficie della pelle,  causano le tipiche placche della malattia (rossastre, coperte da squame bianco-argentate). A cosa sia dovuta l’accelerazione di questo sistema di ricambio cellulare non è noto ma un ruolo di primo piano viene  certamente svolto dal sistema immunitario. 

La psoriasi è una patologia a genesi multifattoriale, alla quale concorrono:

  • fattori genetici: la psoriasi è a predisposizione genetica familiare. I parenti di primo grado di soggetti con psoriasi hanno un rischio 10 volte superiore di sviluppare la malattia
  • fattori ambientali: psicogeni ed emotivi (lutti, incidenti), fisici (ferite, traumi, lesioni), farmaci (fans, betabloccanti, litio), infettivi (episodi febbrili, faringite streptococcica nei bambini).

La psoriasi è favorita da stili di vita come: fumo, alcool, obesità, stress, alimentazione scorretta. Le persone con elevato indice di Massa Corporea (Body Mass Index) hanno un maggior rischio di sviluppare la psoriasi
Quindi la psoriasi non è solo una  “malattia della pelle”, ma una malattia cronica, debilitante caratterizzata da pelle secca e ruvida che costantemente si squama , oltre ad essere in alcuni casi anche molto pruriginosa. Anche nelle sue forme più lievi la psoriasi può rendere la vita più difficile; le lesioni psoriasiche visibili  sul corpo, possono avere un impatto negativo sulla carriera e sulla vita sociale di un paziente che si sente costantemente “osservato”. 

 Quali sono le terapie tradizionali per curare la psoriasi ?

  Il medico estetico durante la visita medica , prima di procedere verso il percorso terapeutico più idoneo, deve  porre particolare attenzione nel valutare il paziente, tenendo conto non solo dell’aspetto"pelle", ma anche di eventuali localizzazioni articolari o della concomitanza di altre malattie, oltre che del vissuto psico-emotivo del soggetto;  richiedendo se necessario la collaborazione di altri professionisti (dermatologo, reumatologo..).

Le metodiche  impiegate per trattare la psoriasi vanno dalle creme a base di cortisone, catrame vegetale e calcipotriolo a quelle contenenti cheratolitici o tazarotene, dalla fototerapia con raggi UVA e UVB alle terapie sistemiche  come Metrotrexate e retinoidi e farmaci biologici. Queste terapie,  a fronte di una dimostrata efficacia, sono però impegnative e richiedono tempi lunghi di esecuzione ed inoltre possono causare importanti effetti collaterali (atrofia cutanea, epatopatie, nefropatie, ipertensione, cancerogenesi). La terapia ideale della psoriasi dovrebbe garantire efficacia, rapida regressione delle lesioni, facile e veloce esecuzione, azione mirata sulle chiazze senza coinvolgimento della cute sana e/o di organi interni, sicurezza e assenza di dolore.

Negli ultimi anni sono stati messi a punto trattamenti non farmacologici che vanno a ridurre il ricorso a trattamenti topici a base di cortisone e trattamenti sistemici con farmaci immunospressori e/o biologici, tra questi spicca una tecnica innovativa rappresentata dalla carbossiterapia, la cui “efficacia” nel trattamento delle forme lievi-moderate di psoriasi è dimostrata da uno studio pubblicato nel 2014 sul “journal of Dermatology Treatament”.

La scoperta importante che ha permesso l’utilizzo della carbossiterapia è stata quella di rilevare a livello delle placche psorisiache  una sofferenza del microcircolo sottocutaneo  e da una situazione di stasi microcircolatoria.

 Quindi  la psoriasi  è caratterizzata da situazioni patologiche microcircolatorie che giustificano  il  miglioramento clinico  dermatologico, in seguito ai trattamenti con carbossiterapia finalizzati a migliorare le condizioni del microcircolo a livello delle placche

L’anidride carbonica (CO2) medicale , erogata attraverso una apparecchiature certificata CE,  viene somministrata per via sottocutanea tramite infiltrazioni indolori, che utilizzano aghi sottilissimi ,sia  all’interno delle lesioni, che  ai bordi, che all’interno . La CO2 immessa ha azione diretta (meccanica) e indiretta (enzimatica) e un’azione di rigenerazione del microcircolo migliorando l’ ossigenazione della cute e di conseguenza anche lo stato infiammatorio.  Il protocollo scientifico prevede 2 sedute settimanali per 20 sedute..  La CO2 somministrata per via sottocutanea nelle zone affette da placche psoriasiche (sia a livello dei bordi della lesione che all’interno della lesione stessa), con flusso variabile tra i 50 e i 100 cc per 1-3 minuti (durata totale della seduta dai 15 ai 30 minuti), con sedute bisettimanali per almeno 20 sedute.

 Quali soni i risultati ottenuti con la carbossitrapia 

  Di norma  in risultati si evidenziano, dopo 2 mesi di trattamento con la  risoluzione praticamente completa delle placche psoriasiche, ritardando anche lerecidive

 Anche lo studio  studio pubblicato nel 2014 sul “journal of Dermatology Treatament” evidenzia un netto miglioramento delle placche psorisiache dopo 2 mesi di trattamento, con una cadenza di sedute bisettimanali. Inoltre nei punti trattati con la carbossiterapia, non si sono evidenziate recidive a distanza di 2 anni dalla fine del ciclo terapeutico

 



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Dott.ssa Celeste Reggiani

Si è laureata in Medicina e Chirurgia con 110 lode, ha conseguito un Master di II livello e il diploma in Medicina e Chirurgia Estetica, ha conseguito un Master in Nutrizione Umana...

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